Quanto conta la mamma nelle scelte alimentari del bambino?

Quanto conta la mamma nelle scelte alimentari del bambino?

Tra bambini che mangiano poco, bambini che mangiano troppo, bambini che mangiano sempre le stesse cose e bambini che fanno i capricci il momento del pasto per molte mamme può trasformarsi in un vero e proprio incubo. Capita di dedicarsi alla preparazione dei cibi più sani ed equilibrati per la loro crescita per restare poi deluse e sconfortate difronte ad un secco “non lo voglio” oppure “non mi piace”. In questi casi si corre il rischio di cedere a promesse o ricatti del tipo “se mangi la verdura poi ti do la cioccolata” oppure “se non finisci gli spinaci non ti alzi da tavola”, con il rischio di peggiorare la situazione.

In realtà il momento del pasto dovrebbe esser un’esperienza piacevole fin dall’inizio (cioè fin dallo svezzamento), sia per il bimbo che per i genitori e dovrebbe avvenire in modo naturale senza obblighi né forzature. Noi genitori abbiamo il compito di fornire ai bambini il cibo giusto ma dovrebbero essere loro a poter scegliere liberamente cosa e quanto mangiare. L’importante è fare in modo che le loro scelte siano in qualche modo condizionate e guidate verso il cibo sano! Come si fa? Di seguito vi darò qualche utile consiglio!

Veniamo alla mia domanda iniziale, quanto conta la mamma nelle scelte alimentari del bambino? O meglio, può la mamma in qualche modo condizionarle? La risposta è: in buona parte si.

Premesso che ogni bambino ha le proprio preferenze personali geneticamente determinate la bella notizia è che gli studi scientifici hanno dimostrato che i famigliari, e in modo particolare la mamma, possono avere un ruolo molto importante nel determinare le scelte alimentari dei bambini.

I momenti cruciali sono:

  1. La gravidanza
  2. L’allattamento
  3. Le abitudini alimentari della mamma e dei famigliari (soprattutto al momento dei pasti)

Andiamo per punti.

La gravidanza

Le prime esperienze del bambino in termini di gusto avvengono attraverso il liquido amniotico già alla dodicesima settimana di gestazione quando il feto inizia a deglutire [1] e continuano per tutta la gravidanza. Se la mamma mangia molte verdure, frutta, legumi e cereali il bambino li avrà già in qualche modo “assaggiati” e probabilmente sarà più propenso a mangiarli negli anni a venire. Un motivo in più per prestare attenzione alle proprie scelte alimentari e mangiare sano anche nei nove mesi che precedono la nascita e che per il bambino sono tra i più importanti della vita. Invece, tra nausea, voglie improvvise e il pensiero che tanto si deve mangiar per due proprio durante la gravidanza si corre il rischio di finire a mangiare in modo sbagliato esagerando con i cibi poco sani.

L’allattamento

Sento spesso dire di evitare certi alimenti durante l’allattamento perché potrebbero cambiare il sapore del latte. In realtà al lattante piace sperimentare gusti diversi e questo è anche il modo migliore per abituarlo al sapore delle verdure e di tutti gli alimenti più salutari! L’esposizione ai diversi sapori nei primi mesi di vita sembra infatti determinate nel modulare le preferenze alimentari nei bambini e negli adulti [2]. Un’occasione d’oro per le mamme che allattano!

L’assunzione di aromi attraverso il latte materno o il latte in polvere potrebbe quindi intervenire nel determinare le preferenze dei bambini e l’attitudine verso alcuni cibi piuttosto che altri. Il ricordo dei sapori sperimentati nei primi mesi di vita rimane infatti impresso nel bambino come sensazione positiva e gradevole per molto tempo anche quando il cibo assaggiato non sia molto appetibile [3].

Durante l’allattamento quindi la mamma può e dovrebbe mangiare di tutto, scegliendo soprattutto i cibi più sani. Non dovrebbero pertanto mancare le verdure e i legumi! (relativamente al discorso delle coliche non c’è alcun fondamento scientifico sulla correlazione tra consumo di legumi e coliche del lattante: se anche i legumi favorissero la formazione di gas nell’intestino della madre è assolutamente impossibile che lo stesso gas finisca nel latte perché dovrebbe prima passare dal sangue).

L’alimentazione della mamma e dei famigliari

Tra tutti i fattori che possono intervenire nel determinare i gusti e le scelte alimentari dei bambini l’ambiente riveste sicuramente un ruolo centrale [4]. I bambini imitano moltissimo gli adulti e in modo particolare la mamma, i familiari, gli amici e chi sta loro vicino. Non so voi, ma a me capita spesso che quando mangio qualcosa di nuovo mia figlia mi guardi e mi chieda: “mamma cosa mangi? Lo voglio anch’io!”. Poi magari non le piace e lo lascia, però il fatto che sia io a mangiarlo è sicuramente un incentivo importante.

Le abitudini alimentari della famiglia e i cibi proposti dallo svezzamento in poi sono quindi fondamentali nel determinare le loro scelte future. A sei mesi il bambino non ha specifiche preferenze né avversioni verso il cibo e tende a mangiare quello che gli viene proposto (con le dovute variabili). Scegliere bene gli alimenti in questa fase può avere quindi un vantaggio nello sviluppo delle preferenze future. I primi 2-3 anni sono inoltre i più importanti per lo sviluppo del gusto ed è quindi molto importante prestare attenzione a quali alimenti decidiamo di offrire. Non è un caso che le più autorevoli organizzazioni scientifiche (OMS, AHA) consiglino di evitare lo zucchero e limitare il sale nei primi due anni di vita [5] [6].

Bisogna giocare d’anticipo iniziando col proporre cibi più naturali e neutri come sapore. Se ad esempio iniziamo subito con lo yogurt alla frutta (che contiene zucchero) sarà difficile che poi mangi lo yogurt bianco. Ma se facciamo il contrario e cioè iniziamo con lo yogurt bianco vi assicuro che avrete buone probabilità di successo! Lo stesso vale per le verdure e per gli altri alimenti! Nei primi anni di vita abbiamo il “potere” di condizionare in un certo qual modo il palato del bambino. Se lo abituiamo a cibi ricchi di zucchero, sale, grassi ecc non possiamo poi arrabbiarci se a 7-8 anni non mangia cibo sano!

C’è poi un altro aspetto importante da considerare: la comparsa delle neofobie alimentari (paura nei confronti dei nuovi cibi). Nei mesi successivi allo svezzamento la comparsa delle neofobie potrebbe rendere più difficile l’accettazione degli alimenti nuovi ed è quindi normale che il bambino inizi a rifiutare alimenti che non conosce. In termini evoluzionistici la neofobia verso gli alimenti potrebbe avere avuto un ruolo positivo nel proteggere il bambino dall’ingestione di alimenti e sostanze potenzialmente tossiche o velenose e infatti si accentua soprattutto dopo il primo anno di vita quando appunto il bambino inizia ad essere più indipendente nei confronti del cibo. Il fatto che i bambini siano molto abitudinari anche nella scelta degli alimenti trova spiegazione nel fatto che quei cibi sono per loro rassicuranti perché li conoscono e li hanno già provati, mentre i cibi nuovi sono un qualcosa di incerto e potenzialmente pericoloso, per questo tendono a rifiutarli

Non è quindi il caso di arrabbiarsi con loro se rifiutano alcuni alimenti. Non ha senso forzarli, ricattarli e nemmeno premiarli se mangiano i cibi sani perché si rischia di creare un vero e proprio odio allontanandoli ancora di più dalla corretta alimentazione. Meglio incoraggiarli lasciandoli comunque liberi di decidere come comportarsi e cosa mangiare [7]. Di seguito qualche consiglio pratico da mettere in atto fin da subito!

Passiamo all’atto pratico: le conclusioni

In termini pratici i miei 11 consigli sono:

  1. Durante la gravidanza e l’allattamento cercate di seguire una dieta sana, varia e ricca di alimenti di origine vegetale
  2. Iniziate da VOI e ricordatevi che il bambino mangia quello che mangiate voi: se mangiate l’insalata probabilmente vorrà assaggiare anche lui, ma se voi mangiate le patatine non ci pensate neanche a pretendere che lui mangi l’insalata! Questo vale con tutti gli alimenti e vale soprattutto in quelle situazioni in cui ci siano bambini in sovrappeso che devono perdere peso: non ha una logica mettere a dieta un bambino e spronarlo a mangiare le verdure se accanto a lui gli altri famigliari mangiano tutt’altro. Comprate, cucinate e mangiate cibo sano insieme ai vostri figli, loro lo faranno naturalmente semplicemente imitandovi di giorno in giorno. Se avete un’alimentazione squilibrata questa potrà essere una valida occasione per migliorarla!
  3. Lasciate al bambino la libertà di scegliere cosa mangiare: mettete in tavola diverse alterative di cibi sani e lasciate al bambino la possibilità di decidere cosa gli va di mangiare. Questo non vuol dire che mangerà cosa vuole e quindi sarà libero di dirottarsi sulle schifezze perché saremo noi a proporre i cibi. Voglio dire di mettere in tavola ad esempio 2 o 3 tipi di verdura equivalenti dal punto di vista nutrizionale (ad esempio pomodori, insalata e zucchine) e chiedere “cosa vuoi mangiare?”. Non avrà molta importanza se mangia i pomodori ma non vuole le zucchine, avrà comunque mangiato le verdure e noi non lo avremo forzato, anzi si sentirà libero di prendere una decisione! L’importante ruolo del genitore sarà quindi quello di decidere cosa si possa mangiare e cosa no scegliendo la varietà di cibi sani da tenere in casa e mettere in tavola. Al bambino spetterà la responsabilità di scegliere liberamente tra gli alimenti proposti quelli che preferisce.
  4. Fidatevi del vostro bambino. I bambini hanno una capacità innata di autoregolarsi. Sanno quando hanno fame e quando non hanno fame e sanno di quanto cibo hanno bisogno. Spesso li forziamo a mangiare, a finire quello che noi abbiamo deciso essere la porzione per loro, ma può essere benissimo che questo non coincida con le loro reali esigenze. Se noi mettiamo troppo cibo nel piatto e poi pretendiamo che il bambino lo finisca dovremmo chiederci se a sbagliare sia il bimbo che non finisce la pasta oppure noi che gli abbiamo dato una porzione troppo grande per il suo attuale bisogno. Certo noi adulti trovandoci a cena di amici o al ristorante tendiamo a mangiare anche oltre le reali necessità, perché giustamente il cibo non si spreca e perché può essere scortese lasciarlo nel piatto. Ma il bambino non fa tutti questi ragionamenti, si comporta secondo le sue reali esigenze “biologiche”! La cosa migliore penso che sia quella di lasciarlo servire da solo, educandolo a prendere la porzione che pensa di consumare. Se lo serviamo noi mettiamo sempre un po’ meno di quello che solitamente mangia e se lo finisce sarà libero di riprenderlo. Tenete conto poi che non avrà ad ogni pasto la stessa identica fame e potrà quindi accadere che un giorno mangi per due (tanto da chiederci “ma dove lo mette tutto questo cibo?) e il giorno dopo mangi pochissimo. I bambini in condizioni normali sono in grado di auto-regolarsi benissimo (a differenza di noi adulti).
  5. Educatelo al cibo sano. Fate la spesa in modo corretto così da avere in casa prevalentemente cibo sano. Cucinate le verdure e i legumi con i vostri bambini inventando storie e filastrocche, assaggiate insieme e stimolateli a toccare, annusare, assaggiare il cibo. Mostrategli da dove viene, come si trasforma in cucina e infine portatelo in tavola mangiandolo insieme, con gusto e approvazione. Elogiate il cibo che state mangiando con frasi come “Mhhh, hai sentito com’è buono? Ha un sapore fantastico, quasi quasi ne prendo un altro po’!”.
  6. Iniziate presto. Come spiegavo nei paragrafi precedenti i primi anni sono determinanti per lo sviluppo del gusto. Evitate quanto più possibile gli alimenti industriali e limitate quelli ricchi di zucchero e sale almeno nei primi 2-3 anni. Spiegate ai nonni che il succo di frutta non equivale a mangiare la frutta e che il gelato non è la merenda ideale. Certo, ogni tanto ci sta tutto, ma non tutti i giorni. E non lo dico solo per la questione del gusto ma anche per il rischio di sovrappeso-obesità e patologie correlate che la dipendenza dallo zucchero e dai cibi industriali potrebbe portare negli anni successivi. So che apparentemente ci sembra di farli felici con la merendina, il gelato e similari, ma in realtà rischiamo di fare un grosso danno. Non dico di evitare questi cibi, è sufficiente limitarli nella settimana o lasciarli ad occasioni particolari come compleanni, festività e giornate speciali! E’ l’abitudine a creare il danno: se si abitua al gelato a merenda potrebbe essere difficile proporgli il pane e pomodoro.
  7. Evitate il più possibile i cibi industriali. Per l’industria alimentare i bambini sono un’opportunità commerciale senza eguali. Da una parte la pubblicità e dall’altra il mix di ingredienti (sale, zucchero, aromi) studiati a tavolino per creare una vera e propria dipendenza fa si che i bambini siano vittime inconsapevoli di una vera e propria dipendenza (avete mai sentito parlare di bliss point?). Tanto più cibo industriale consumano i bambini tanto più sarà difficile che possano mangiare e accettare il cibo sano e naturale. Il cibo industriale è ricco di zuccheri, sale, additivi e aromi. Il sapore è esaltato rispetto a quello dei cibi naturali. Non sarà colpa loro se le verdure, i cereali, il pesce e tutti i cibi naturali diventeranno poco gradevoli.
  8. Se potete ricavatevi un po’ di tempo per cucinare: non sarà tempo sprecato ma un vero e proprio investimento per la salute di tutta la famiglia. Spesso è sufficiente insaporire i cibi vegetali per renderli molto più appetibili! Ad esempio la stessa insalata può avere un sapore completamente diverso a seconda di quali e quante verdure usiamo e di come la condiamo. Allo stesso modo anche i legumi cambiano completamente sapore se cucinati in modo diverso con altre verdure, erbe aromatiche e condimenti. Provate a preparare l’hummus di ceci o la farinata di ceci, sarà molto diverso dal presentare i ceci nel piatto ma di fatto sono esattamente la stessa identica cosa! Sperimentando ricette diverse potrete trovare quelle che più piacciono ai vostri bambini, così non avrete rinunciato al cibo sano ma avrete semplicemente cambiato modo di presentarlo!
  9. Abbiate pazienza. So benissimo che nonostante tutta la buona volontà i bambini non sono tutti uguali. Gli studi scientifici però ci dicono che prima di dire definitivamente che un cibo non piace andrebbe proposto almeno 15 volte, esatto, 15 volte [7]! Quindi, se il vostro bambino alla terza volta che assaggia i fagioli dice ancora che non gli piacciono non mollate! Non ha senso insistere in quel preciso momento, ma riproponeteglieli dopo qualche giorno, magari variando la ricetta!
  10. Fate in modo che il momento del pasto sia piacevole, quasi un gioco. Nessuno mangia volentieri in un clima “teso”. Inventate giochi e storie che abbiano come protagonisti i piatti che mettete in tavola, proponendo sfide e pozioni magiche (con Bianca la curcuma è ormai diventata la polverina magica che rende speciali tutti i piatti meno buoni!)
  11. Sfruttate il momento del pasto come momento educativo. Fatevi aiutare a cucinare, ad apparecchiare la tavola, a servire il cibo nei piatti, a sparecchiare, a rigovernare e riordinare la cucina. Scegliete le varie attività in base all’età del bambino, ci sarà sempre qualcosa di adatto a lui: così si sentirà partecipe e sarà sicuramente più incentivato a mangiare!

Da mamma a mamma: la mia personale esperienza

Finora vi ho parlato di quello che dicono gli studi scientifici. Adesso vi racconto un po’ la mia breve ed iniziale esperienza di mamma dietista alle prese con l’alimentazione dei figli.

Bianca ha quasi 3 anni. Gaia invece ha quasi 6 mesi e per il momento prende solo latte materno!

Bianca non è una mangiona, non è una di quelle bambine (come ero io!!) che spolverano i piatti. Ho notato che va molto a giornate, a volte mangia tantissimo altre volte davvero poco.

Io mi perdo abbastanza in cucina, un po’ perché mi piace un po’ perché credo davvero che sia importante offrire cibo sano (sarà deformazione professionale!) ma vi assicuro che spesso capita anche a me quel senso di delusione e sconforto perché non mangia quello che ho preparato. Altre volte per fortuna mi da grandi e inaspettate soddisfazioni!

La nostra alimentazione è prevalentemente vegetariana e devo dire che verdure e legumi non sono mai mancati in casa nostra. Lei li ha sempre consumati, fin dallo svezzamento. Ha le sue preferenze. Ho notato per esempio che adora i ceci (l’hummus in particolare!) e anche i fagioli, mentre mi lascia quasi sempre le lenticchie. Devo dire però che il ragù di lenticchie con cui condisco la pasta lo mangia!

Le verdure le mangia quasi tutte e spesso la chiede lei. Se metto in tavola l’insalata adesso si avvicina la ciotola per prenderla da sola. Ma ha avuto i suoi periodi: per qualche mese ha rifiutato  categoricamente le carote, poi ha bandito i pomodori…adesso sono tutti nuovamente ammessi nel suo piatto! Chiaramente se metto in tavola anche le patate arrosto punta dritta su quelle!

Adora le uova e soprattutto i formaggi. Effettivamente sono molto saporiti ed è normale che ne sia più attratta. Se mettessi in tavola formaggio e ceci credo proprio che il formaggio avrebbe la meglio. Per questo ho organizzato una sorta di menù settimanale per cui se quella sera sono previsti i legumi come secondo piatto cerco di non mettere in tavola altri alimenti che potrebbero distrarla.

Ho notato poi che se io mangio qualcosa di diverso lo vuole anche lei (posso quindi confermare personalmente il discorso dell’imitazione), così cerchiamo di mangiare tutti le stesse cose.

Quando è in compagnia di altri bambini mangia anche cose che solitamente non mangia e adesso che è arrivata la sorellina il gioco di fare la maestra funziona tantissimo. In pratica mentre è a tavola dice alla sorella “Gaia, te sei piccolina, non puoi mangiare ma guarda come si fa, t’insegno io!” e così mangia più volentieri anche quello che le va meno!

Adora i dolci, quale bambino non li adora? Madre natura ci ha dotati di una innata predilezione verso le cose dolci. In passato questo meccanismo era utile per la sopravvivenza in quanto le cose dolci erano solitamente quelle ricche di energia oggi però rischia di divenire un sistema pericoloso se lasciamo libero accesso ai dolci (soprattutto quelli industriali). Per questo faccio attenzione a non esagerare, anche perché come ho descritto sopra l’eccesso di zuccheri può portare a diverse problematiche. Le ho sempre dato lo yogurt bianco, lo ha sempre mangiato e lo mangia tuttora. Ci aggiunge uvetta o altre cose ma lo mangia davvero volentieri.

Sono una mamma attenta all’alimentazione ma non troppo fiscale. Su alcune cose però resto abbastanza intransigente:

  • le proteine –> cerco di controllare la quantità e la qualità: l’eccesso di proteine (soprattutto di origine animale) nei primi anni di vita si è dimostrato responsabile di obesità negli anni successivi oltre a favorire disbiosi intestinale e riduzione dell’immunità
  • gli zuccheri –> cerco di limitare/evitare quelli industriali e offrire quanto più possibile quelli naturali in misura controllata (anche per la preparazione di dolci e merende cerco di usare uvetta o frutta fresca al posto dello zucchero)
  • i cibi industriali-junkfood –> non ho mai acquistato merendine, succhi di frutta, yogurt “da bambini” o altri baby-food creati dall’industria, vedo che cresce bene lo stesso. Se andiamo al supermercato insieme ora inizia ad essere attratta dai colori e dalle immagini presenti sulle confezioni: il potere della pubblicità verso i bambini. Per ora non cedo! Quando posso cerco di preparare io dolci e merende veloci per la colazione.

Per il resto è giusto che si goda le feste, i compleanni, i pranzi e le cene dai nonni, i parenti e gli amici. Non le vieto niente anche perché non succede niente se consuma cibi poco salutari ogni tanto. Ma a casa cerco di essere coerente con le scelte che ho fatto. Cuciniamo insieme (quando ha voglia!) e sfrutto spesso il cibo come momento di gioco. Prepariamo dolci, biscotti e merende davvero buone e sane! A lei piacciono, a volte le lascia altre volte fa il bis, spesso vado a tentativi ma dopotutto crescere i propri figli resta un’esperienza unica e meravigliosa e credo che educarli al cibo sano sia un vero investimento per la loro salute presente e futura!

Se vi va raccontatemi le vostre esperienze!

A presto!

Bibliografia

  1. Beauchamp GK, Mennella JA. Understanding the Origin of Flavor Preferences. Chemical Sense 2005.
  2. Sapori diversi: come si sviluppano le preferenze di gusto? www.eufic.org/article/it/artid/sviluppo-preferenze-gusto/ 
  3. Leann L.Birch. Development of food preferences. Annual Reviews Nutrition1999
  4. Arizza C. , Scaglioni S., Tedeschi S., Vecchi F. Determinations of children’s eating behavior. American Journal of Clinical Nutrition 2011
  5. http://www.who.int/nutrition/publications/guidelines/sugars_intake/en/
  6. http://news.heart.org/kids-and-added-sugars-how-much-is-too-much/
  7. Douthwaite W, Gibson EL, Kreislauf S, Minios Y. Moore H, Nixon C, Summerbell CD, ToyBox-Study Group, Vogele C, Wildgruber A. A narrative review of psychological and educational strategies applied to young children’s eating behaviors aimed at reducing obesity risk. Obesity Reviews 2012.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *